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Pizza
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top
La mwbgpizza è un prodotto gastronomico della mwbwcucina italiana costituito da una base lievitata ricavata da un impasto di mwcafarina, mwcqacqua, mwcglievito e mwcwsalecite-ref-p26-1-0[1] condita con vari ingredienti e cotta ad alta temperatura, tradizionalmente in un mweaforno a legna.

Il termine, nato nell'mwegItalia meridionale con varie sfumature di significato, si è diffuso in tutto il paese con diverse grafie regionali, come confermano, ad esempio, la mwewpinza (mwfaVeneto) o la mwfqpitta (mwfgCalabria).cite-ref-p26-1-1[1] La versione più conosciuta della pizza è però quella mwgwnapoletana che, nel diciannovesimo secolo, grazie agli imprenditori mwhapartenopei, si impose scalzando le altre versioni.cite-ref-p26-1-2[1] Ad essa venne riconosciuto il marchio mwiqSTG nel 2004;cite-ref-2[2] nel 2017 venne riconosciuta mwjgpatrimonio orale e immateriale dell'umanità mwjwUNESCO.cite-ref-3[3]cite-ref-4[4]cite-ref-5[5]cite-ref-6[6]

Prodotto d'eccellenza della cucina italiana, la pizza è l’alimento più mangiato al mondo dopo il mwoqriso, seguito dalla mwogpasta.cite-ref-fo-7-0[7] Inoltre "pizza" è la parola italiana più famosa al mondo, seguita dalla forma di saluto "mwpwciao".cite-ref-p26-1-3[1]cite-ref-cs-8-0[8]cite-ref-9[9]cite-ref-10[10]

Contents

Storia
Calzone
Record
Note

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Etimologia

La pizza ha una storia lunga, complessa e incerta. In assoluto, le prime attestazioni scritte della parola "pizza" risalgono al mwvwlatino volgare della città di mwwaGaeta nel 997.cite-ref-11[11] Un successivo documento, scritto su pergamena d'agnello, di locazione di alcuni terreni e datato sul retro 31 gennaio 1201 presente presso la biblioteca della mwxqdiocesi di Sulmona-Valva, riporta la parola "pizzas" ripetuta due volte. Già comunque nell'antichità focacce schiacciate, mwxglievitate e no, erano diffuse presso gli Egizi e i Romani (mwxwmwyaoffa).

Con il nome mwygpizza si indicavano talvolta delle mwywtorte, utilizzo questo che sopravvive ancora oggi in alcuni dolci tradizionali dell'Italia centro-meridionale (esempi sono la mwzaPizza di Beridde, nella mwzgcucina giudaico-romanesca oppure la mwzwPizza a sette sfoglie di mwaqCerignola nella mwagcucina pugliese) e attestato nel mwawricettario di Pellegrino Artusi. L'mwbaetimologia del sostantivo mwbqpizza (che non è necessariamente legata all'origine del prodotto) è dibattuta. Esistono varie ipotesi, tra cui la derivazione da mwbgpizzo e questo, a sua volta, da un'mwbwonomatopea mwcap... zz associata all'idea di "punta".cite-ref-12[12] Altre ipotesi sono che derivi da mwdqpicea (mwdgplacenta) come calco del mwdwgreco antico mweaπίττα, mweqpítta nel senso di "pece".cite-ref-13[13] Si è pensato anche a una derivazione dal mwfggermanico (mwfwlongobardo o mwgagotico) dell'mwgqalto tedesco d'Italia mwggbĭzzo-pĭzzo (da cui anche in mwgwtedesco mwhaBissen: "boccone", "pezzo di mwhqpane", "tozzo di mwhgfocaccia")cite-ref-cortelazzozolli-14-0[14]cite-ref-15[15].

La diffusa presenza, ancora oggi, in area mwkamediterranea e mwkqbalcanica del termine mwkgmwkwpita, induce alcuni studiosicite-ref-16[16] a cercare l'etimologia nel mwmagreco πίτα, mwmqpíta. Infatti dal termine mwmgpita deriverebbero anche numerosi altri nomi di piatti dell'area mediterranea, tutti simili a mwmwpani sottili e/o focacce: la mwnapita greca, la mwnqpida (o mwngpide) turca, la mwnwpiadina romagnola (chiamata anche con nomi simili, tra cui mwoapiada, mwoqpieda, mwogpida), le calabresi mwowpitta e mwpalestopittacite-ref-17[17]cite-ref-18[18]. Una delle ipotesi più diffuse ritiene che l'antico termine mwrqvolgare mwrgpita (o mwrwpitta) si sia modificato in mwsapizza nel mwsqMedioevo sotto l'influenza della mwsglingua longobarda, in cui è attestato il fenomeno fonetico del passaggio dalle mwswdentali al mwtasuono sordo della mwtqzeta.cite-ref-19[19] Questa ipotesi trova riscontro nella registrazione di questo fenomeno nei territori degli antichi mwugDucati di Spoleto e di mwuwBenevento.

Franco Fanciullo e Pierpaolo Fornaro hanno proposto che pizza possa derivare mwvqdal greco antico ἀπίκια?, apíkia (in mwvglatino *mwvwapīcia) "focaccia all'mwwaApicio", dal nome dell'autore latino di ricette di cucina.cite-ref-20[20]

Nel 2007 gli studiosi mwxgMario Alinei ed Ephraim Nissan hanno proposto un'etimologia semitica.cite-ref-21[21]

Storia

Il napoletano mwzgRaffaele Esposito viene spesso indicato come il padre della pizza moderna.cite-ref-schwartz-22-0[22]cite-ref-dickie-23-0[23]cite-ref-orsini-24-0[24]cite-ref-25[25] Nel medesimo secolo, grazie agli imprenditori di Napoli, la pizza napoletana divenne la versione più conosciuta adombrando le altre versioni del piatto.cite-ref-p26-1-4[1] Il successo planetario della versione napoletana della pietanza ha portato, per estensione, a definire nello stesso modo qualsiasi preparazione analoga.cite-ref-26[26]

Tipologia per preparazione

Nel sentire comune, spesso, ci si riferisce con questo termine alla pizza tonda condita con mw6qpomodoro e mw6gmozzarella, ossia la variante più conosciuta della cosiddetta mw6wpizza napoletana, la mw7apizza Margherita. Esiste, del resto, anche un significato più ampio del termine "pizza". Infatti, trattandosi in ultima analisi di una particolare specie di mw7qpane o focaccia, la pizza si presenta in innumerevoli derivazioni e varianti, cambiando nome e caratteristiche a seconda delle diverse tradizioni locali.

Pizza tonda

Per la pizza tonda l'impasto di farina, acqua, lievito, sale ed eventualmente olio, previamente fatto lievitare in un impasto intero e poi suddiviso in monoporzioni (panetti o panielli), viene steso in forma di disco, variamente condito e cotto a contatto del piano rovente di un mw9aforno. Ci sono tre tipi di pizze tonde in Italia, la pizza classica all’italiana, la pizza romana e la pizza napoletana. Tipica in diverse mw9qcucine regionali italiane, è divenuta famosa come specialità della mw9gcucina napoletana. La città di Napolicite-ref-27[27] ha svolto infatti un ruolo importantissimo nella storia della pizza, creando ed esportando questa specialità che è ora la più diffusa nel mondo (vedi sezione mw-wDove si mangia la pizza). Per questo motivo si usa ancora l'espressione "pizza napoletana" come sinonimo di "pizza tonda" anche se le sue caratteristiche sono spesso diverse rispetto a quelle della tradizione partenopea.

Soprattutto fuori dall'mw-qItalia invece della pasta di pane si usano spesso impasti più grassi e talvolta anche dolci; il condimento è sempre abbondante e varia notevolmente a seconda delle abitudini locali. La stesura dell'impasto in forma di disco può avvenire con l'uso del mattarello oppure, preferibilmente come la tradizione vuole, a mano girando e tirando le palline lievitate d'impasto sopra un piano di lavoro o con evoluzioni aeree. Specialisti di quest'ultimo metodo sono i pizzaioli acrobatici.

Pizza al taglio o in teglia

Per la pizza al taglio o in teglia, la pasta lievitata viene stesa, condita e cotta in grandi mwaqqteglie di mwaqumetallo tonde o rettangolari e poi messa in mostra per essere venduta a peso a scelta del cliente o, in casa, consumata a tranci. La vendita di questa varietà di pizza è diffusa, oltre che nelle pizzerie al taglio vere e proprie, anche nei mwaqypanifici.

Poiché la pizza al taglio deve essere tenuta in mostra ed eventualmente riscaldata, necessita dell'utilizzo di impasti molto acquosi che anche in queste condizioni non si secchino ma diano il massimo del gusto. A tal fine vengono usate mwaqgfarine forti, mwaqkprocedimenti di rigenerazione o soda in polvere che permettono di aggiungere agli impasti una maggiore percentuale di acqua.

Pizza alla pala

La pizza alla pala, come la pizza al taglio, è una pizza di grandi dimensioni messa in mostra e venduta a peso ma la sua cottura avviene, analogamente alla pizza tonda, direttamente nel mwaraforno.

Pizza al metro

Variante della pizza alla pala di cui ne condivide aspetto e forma che viene ordinata generalmente da asporto non a peso bensì a lunghezza. Fu proposta per la prima volta nella mwarqpenisola sorrentina nei primi mwaruanni cinquanta del mwaryNovecento.

Tipologia per origine geografica

Pizza napoletana

La lavorazione e gli ingredienti della pizza napoletana artigianale sono definiti nella mwassnorma mwaswUNI 10791:98.

La mwas4pizza napoletana è l'unico tipo di pizza italiano riconosciuto in ambito nazionale ed europeo. Dal 4 febbraio 2010, infatti, è ufficialmente riconosciuta come mwas8specialità tradizionale garantita dell'mwataUnione europea.cite-ref-28[28]

Essa si presenta come una pizza tonda dalla pasta morbida e dal cornicione alto. Tale rigonfiamento del cornicione è dovuto all'aria che, durante la fase di manipolazione del panetto, si sposta dal centro verso l'esterno. Nell'impasto classico napoletano non è ammesso nessun tipo di grasso, soltanto acqua, farina, lievito (mwatydi birra o naturale) e sale. Nella più stretta tradizione prevede solo due mwatcvarianti per quanto riguarda il condimento:

• mwatomwatsPizza marinara: con mwatwpomodoro, mwat0aglio, mwat4origano e mwat8olio extravergine di oliva.
• mwauemwauiPizza Margherita: con mwaumpomodoro, mwauqmozzarella mwauuSTG a listelli, mwauymozzarella di bufala campana mwaucDOP a cubetti o mwaugfior di latte, mwaukbasilico e mwauoolio extravergine di oliva. Questa pizza che ha i colori della bandiera italiana (verde il basilico, bianco la mozzarella e rosso il pomodoro) venne così denominata in omaggio alla regina mwausMargherita di Savoia in occasione della sua visita a Napoli (tale episodio è oggi considerato da vari studiosi un falso storico).cite-ref-29[29]

La cottura della pizza napoletana, infine, avviene sempre ed esclusivamente tramite l'utilizzo del mwaveforno a legna e mai quindi utilizzando altri modi di cottura come per esempio il mwaviforno elettrico. Oggi la pizza napoletana è uno dei piatti più diffusi al mondo ed è presente in quasi tutti i ristoranti e locali di cucina italiana all'estero con il nome mwavmpizza napoletana o mwavqpizza Napoli.

Pizza siciliana

In mwav0Sicilia vi sono diverse varianti collegate alla tradizione culinaria rurale che si differenziano anche molto dalla pizza vera e propria. A mwav4Palermo è diffuso "mwav8u sfinciuni" (lo mwawasfincione), una focaccia morbida con mwawepangrattato, mwawicipolla, mwawmcaciocavallo e mwawqstrattu ossia mwawuconserva di mwawypomodoro essiccata al sole. A differenza della pizza napoletana, nata come cibo di strada per il popolo, lo mwawcsfincione mwawgpalermitano vanta un'origine aristocratica documentata già nel XVII secolo a mwawkBagheria, dove i mwawomwawsMonsù (cuochi francesi) del Principe Giuseppe Branciforte di Butera elaborarono una versione complessa e ricca per la cortecite-ref-30[30]cite-ref-31[31], anticipando di oltre due secoli la celebre Margherita napoletana. A mwaxqCatania è diffuso l'uso quotidiano della mwaxuscacciata, in origine, nel mwaxcXVIII secolo e solo nel mwaxgperiodo natalizio formata da un primo strato di impasto, mwaxktuma, mwaxoolive e mwaxsacciughe sotto sale dissalate oppure nella versione mwaxwalla paesana con mwax0patate, mwax4salsiccia, mwax8friggitelli, mwayapepe nero, pomodoro e tuma. In entrambi i casi si chiude con un secondo strato di impasto e infornata dopo una spennellata di mwayeuovo. Sempre nel mwayicatanese, in particolare nell'mwaymarea etnea (mwayqViagrande e mwayuZafferana Etnea), si trova la tipica mwayysiciliana, un calzone fritto a pasta morbida con ripieno di mwaycformaggio, mwaygacciughe dissalate, mwaykfunghi porcini, olive e altri ingredienti. Nel mwayosiracusano, specialmente nei comuni di mwaysSolarino e di mwaywSortino, si può gustare il mway0mway4pizzolo, una sorta di pizza tonda farcita e chiusa da uno strato superficiale condito con mway8origano, mwazapeperoncino e mwazeparmigiano o mwazigrana grattugiato, mentre nella versione dolce solitamente si utilizzano la mwazmcrema o la granella di mwazqpistacchio, la mwazuNutella e soprattutto il mwazymiele di Sortino. Nel mwazcmessinese, principalmente a mwazgMessina, viene prodotto il tradizionale mwazkmwazopiduni, piccolo calzone fritto o al forno ripieno di verdure, il quale condivide i suoi ingredienti con la mwazsmwazwfocaccia alla messinese, la quale viene tradizionalmente preparata in teglia con verdure, formaggio, pomodoro e acciughe salate. Nel mwaz0ragusano, in particolare tra mwaz4Modica e mwaz8Ragusa, si prepara la mwaaafocaccia, detta anche mwaaiscaccia.cite-ref-32[32]

Pizza romana

La mwaakpizza romana è di forma tonda, preparata con una pasta molto sottile e croccante. L'impasto viene prodotto con farina di grano tenero, tipo 0 o 00, acqua, mwaaolievito di birra (oppure mwaaslievito naturale), mwaawolio extravergine d'oliva (oppure mwaa0olio di semi, per ottenere una maggiore croccantezza) e sale, in proporzioni tali che risulti duro e consistente, tanto da rendere spesso necessaria la stesura con il mwaa4mattarello. Diffusasi a partire da mwaa8Roma solo dal mwabasecondo dopoguerra, si chiama mwabeNapoli la variante con condimento di pomodoro, mozzarella e mwabialici. I libri di mwabmcucina tradizionale romana sembrerebbero avvalorare che la variante con le acciughe dissalate sia un'usanza propria della capitale; la pizza romana, secondo gli stessi ricettari, dovrebbe far uso anche di mwabqbasilico sminuzzato, mwabupecorino e mwabypepe.cite-ref-33[33]

Una particolare specialità romana è la cosiddetta "mwabwpizza bianca", che si presenta con mozzarella oltre a sale e olio, ma che può essere farcita a piacimento.

Pinsa

La pizza romana non va confusa con la cosiddetta "mwab8pinsa", una mwacafocaccia farcita che gode di una certa notorietà nella capitale. A dispetto di ciò che si tende a credere, tale piatto non ha antiche origini e la stessa denominazione è un mwaceneologismo, oltre che un mwacimarchio registrato dal 2001.cite-ref-pinsa-treccani-34-0[34]cite-ref-35[35]cite-ref-36[36]

Pizza genovese

La mwadepizza genovese è una pizza in teglia dalla pasta piuttosto alta e morbida, prodotta con farina di grano tenero, acqua, sale, lievito di birra e, talvolta, un po' di latte. Dopo la lievitazione viene stesa con le mani direttamente nella teglia e cotta in forno, preferibilmente a legna. Deriva dalla mwadifocaccia genovese.cite-ref-37[37]

Pizza pisana

La mwadkpizza pisana è una pizza in teglia rotonda con pasta di medio spessore, condita con grana grattugiato o mozzarella, acciughe e capperi.cite-ref-38[38] Solitamente la pizza viene consumata come cibo di strada in combinazione con la cecina: un quarto di pizza viene piegato e al suo interno viene inserita la cecina. La pizza è disponibile principalmente nelle pizzerie storiche di Pisa e provincia e nelle province di Lucca e di Livorno.

Pizza marchigiana

La mwaeypizza marchigiana non si trova nelle pizzerie-ristoranti, dove si prepara un tipo di pizza uguale a quello che si trova in altre parti d'Italia. È nei panifici e nelle pizzerie al taglio che si prepara ancora la pizza marchigiana tipica, erede dell'antica mwaecmwaegcresciacite-ref-39[39]. Con la crescia ha in comune la presenza di olio di oliva o di mwae0strutto nell'impasto, quest'ultimo assente nelle pizze di altre regionicite-ref-ginobili-40-0[40]; nella mwaficacciannanze ascolana l'olio d'oliva è d'obbligocite-ref-41[41]. Nelle pizzerie al taglio si vende al pezzo e non a peso come altrove.

Le varianti tradizionali sono quattro: bianca con il rosmarino, bianca alla cipolla, rossa semplice e rossa con la mozzarella, dove per "bianca" e "rossa" si intende rispettivamente senza e con pomodoro. D'inverno si può trovare anche la saporita mwafgpizza coi grassellicite-ref-ginobili-40-1[40]. È una preparazione invernale in quanto i grasselli sono i residui della fusione dello strutto e perciò sono disponibili solo in concomitanza con la macellazione del maiale, tra novembre e gennaiocite-ref-42[42]. La pizza preparata nelle panetterie è più alta e morbida rispetto a quella delle pizzerie al taglio.

Pizza al tegamino/padellino (Torino)

La mwaggpizza al tegamino o mwagkal padellino è una tipicità culinaria mwagotorinese con impasto a doppia lievitatura e cottura al forno all'interno di un piccolo tegame precedentemente oliato in funzione antiaderente.cite-ref-43[43]

Pizza al trancio (Milano)

Questo tipo di pizza, da non confondere con le pizze in teglia o al taglio (generalmente più basse), è tipica del capoluogo lombardo dove si è diffusa in modo capillare in tutto l'hinterland milanese intorno agli anni 1980, sebbene alcuni locali storici la presentassero già negli anni '50 e '60.cite-ref-44[44]cite-ref-cucit-45-0[45] La pizza è alta e morbida; viene cotta in teglia, la quantità di pomodoro è solitamente esigua mentre la mozzarella (nella variante asciutta) è molto abbondante e ricopre l'intera pietanza (cornicione compreso), l'impasto è fatto con acqua, farina, sale, olio e lievito di birra.cite-ref-cucit-45-1[45] Alcuni addetti ai lavori aggiungono la patata bollita e poi schiacciata alla farina come ingrediente "segreto" per rendere la pizza più colorata e morbida all'interno e leggermente croccante alla base. L'uso di quest'ultimo ingrediente è tipico di alcune focacce e pani delle zone mediterranee d'mwah0Italiacite-ref-46[46] e si è diffuso a Milano dopo il periodo del mwaiiboom economico italiano.

Condimenti

La pizza prevede un'infinità di condimenti possibili; alcuni di essi con il tempo hanno assunto dei veri e propri nomi, che sono divenuti noti tanto quanto la stessa pizza. Tuttavia, il mwaiydisciplinare STG della pizza napoletana prevede solo due varianti per il condimento: la mwaicmarinara e la mwaigMargherita.cite-ref-47[47]

Varianti

Calzone

A Napoli la cosiddetta mwajupizza chiusa, ossia pizza ben condita e coperta dalla stessa pasta, si chiama anche mwajymwajccalzone. In altre regioni come mwajgPuglia, mwajkSicilia e mwajoBasilicata vi sono altrettante varietà con preparazione e farcitura differenti.

Pitta chjina

Anche in mwakiCalabria si prepara qualcosa di simile quando si inforna il pane. Specie in passato, assieme al pane "normale" per la famiglia, si faceva spesso anche una mwakmpitta chjina (mwakqmwakupitta ripiena, dove mwakypitta è un nome generale per una forma di pane). Tale prodotto ha l'aspetto di una pizza chiusa, ovvero formata da due strati di pasta con il ripieno al loro interno. Chiamata anche "mwakcpizza chiena", "mwakgpizza fragula" o "mwakkpizza frangula" (questi ripiena di scarola). La denominazione "mwakopizza fragula" era diffusa nelle zone di mwaksContursi Terme e mwakwBattipaglia.cite-ref-48[48]

Paposcia di Vico del Gargano

La mwalcPaposcia, anche conosciuta come "mwalgPaposcjola", chiamata così per la sua forma a mwalkpantofola, detta anche "mwaloPizza schett" o "mwalsPizza Vamp"cite-ref-49[49], è un piatto tipico del mwamaGargano in mwamePuglia, precisamente di mwamiVico Del Gargano. Le sue origini si perdono nella notte dei tempi e le motivazioni della sua creazione sono tra le più varie. La motivazioni più diffusa era che gli "antichi", per constatare esattamente la mwammtemperatura dei mwamqforni, posizionavano nel forno stesso una piccola parte della mwamupasta lavorata. A seconda se questo filone cresceva o meno e a seconda della sua mwamycottura si poteva capire se il forno era pronto. Naturalmente, per non sprecare la pizza panino così ottenuta, essa veniva tagliata e riempita con, nella sua forma classica e antica, mwamcolio esclusivamente proveniente dal Gargano e mwamgpecorino grattugiato locale o con mwamkrucola selvatica, mwamopomodori, olio EVO del Gargano e un po' di mwamssale. Di difficile riproduzione in quanto il mwamwlievito madre per farla molto spesso consiste in antichi lieviti madre ancora in vita custoditi dagli antichi forni del posto.

Con il tempo, le sue varianti sono state molte fino alla sua variante dolce riempita di mwam4cioccolata alla mwam8nocciola e la diffusione in tutti i paesi del promontorio del Gargano.

Gli anziani raccontano che intorno al XVI secolo, per non sprecare la pasta che rimaneva attaccata alla mwanemadia (la cosiddetta fazzatura), essa veniva utilizzata per creare questo lungo e caratteristico alimento.

Panzerotto

Il mwankmwanopanzerotto è una piccola mwanspizza chiusa. Può essere cotto al forno o fritto in mwanwpadella. Tipico della rosticceria italiana, è molto diffuso nel mwan0Mezzogiorno dove in mwan4Puglia e mwan8Campania viene chiamato mwaoapanzerotto, mwaoecalzone oppure mwaoipizza fritta.

Pizzetta

Come suggerisce il nome, la mwaoupizzetta è una variante di dimensioni ridotte della normale pizza. Le pizzette vengono preparate utilizzando il classico impasto per la pizza, quella della mwaoyfocaccia o la mwaocpasta sfoglia e contengono ingredienti a piacere.cite-ref-life-50-0[50]cite-ref-51[51] Le dimensioni delle pizzette sono varie e spaziano dalle più piccole, che si presentano come dei mwapasalatini del diametro di pochi centimetricite-ref-life-50-1[50]cite-ref-52[52] a quelle più grandi, di poco più piccole di una pizza tradizionale e che costituiscono un pasto leggero.cite-ref-53[53]

Sperimentazioni e innovazioni

Pizza con la pasta

Le prime sperimentazioni in tal senso sono avvenute negli mwaqgStati Uniti d'America, dove venivano proposte pizze con la pastacite-ref-54[54] su tutta la superficie della pizza.

Nel 2018 in un ristorante di mwaq4Viterbo, nel mwaq8Lazio, fu proposta come piatto alla carta con diverse varianti.

Pizza senza glutine

Negli ultimi anni del mwariXX secolo si è andata affermando anche la pizza senza mwarmglutine, preparata con farine senza base di frumento e grano tenero, adatte a chi soffre di mwarqceliachia.

Pizze dolci

In Italia e all'estero sono state proposte anche delle varianti non tradizionali del piatto con una farcia a base di ingredienti dolci e che, a differenza delle pizze salate, sono da considerare dei veri e propri dessert. Le pizze di questo tipo contengono ingredienti zuccherini a piacere che possono trattarsi di frutti, leguminose, creme, confetture, ecc. e possono essere ispirate ad altri dolci.cite-ref-55[55]cite-ref-56[56]cite-ref-57[57]cite-ref-58[58]cite-ref-59[59]cite-ref-60[60]

Pizza all'estero

La pizza all'estero è stata diffusa direttamente dagli emigrati italiani o indirettamente, principalmente per imitazione della pizza diffusa dalla cinematografia statunitense o dalle grandi catene, anch'esse statunitensi.

In mwatcFrancia le prime pizzerie furono aperte all'inizio del Novecento a mwatgMarsiglia in seguito alla forte immigrazione napoletana in questa città.cite-ref-61[61]

Il tipo di pizza all'italiana, più o meno attinente alla tradizione comunque prende lentamente piede ed è possibile assaggiarla anche in luoghi dove originariamente non era presente.

Pizza argentina

In mwauaArgentina la pizza viene consumata in tutto il paese, soprattutto a mwaueBuenos Aires, città che conta una grande percentuale di mwauioriundi italiani e che ha il maggior numero di pizzerie per abitante nel mondo. Si caratterizza per la "media masa" (pasta di base più spessa) e per l'abbondanza di mozzarella, fino ai bordi, tanto che diventa dorata e gratinata,cite-ref-acu-a-ded-nde-62-0[62] così come l'accompagnamento con la "fainá" (mwaucfarinata di ceci) e mwaugvino moscato.cite-ref-63[63]cite-ref-64[64] Tra le pizzerie storiche ci sono Banchero, fondata nel 1932, nel panificio installato dal genovese Agustín Banchero nel 1893, dove il figlio Juan inventò la "fugazza" e la "fugazzetta e nacque l'usanza di accompagnarla con la "fainá"cite-ref-65[65] e pizzeria Güerrín, la cui pizza è considerata tra le migliori al mondo, con una produzione media giornaliera di mille unità, che arriva a mwavu1 500nei fine settimana.cite-ref-66[66] A Buenos Aires è molto apprezzata anche una variante conosciuta come "pizza de campo", molto simile alla pizza ai frutti di mare, fatta con pasta ricoperta di salsa di pomodoro, senza formaggio e fortemente condita, che è stata creata da venditori ambulanti dopo le partite di calcio.cite-ref-cl-cancha-67-0[67]

Pizza statunitense

Negli mwawaStati Uniti d'America la pizza ha avuto una sua evoluzione particolare, per adattarsi alla differenza o carenza di alcuni ingredienti e al diverso gusto degli americani, fino alla pizza mwaweall'americana contraddistinta dalla morbidezza, dallo spessore e dal condimento sempre abbondante. Non raramente all'impasto vengono aggiunti burro o margarina (o altri tipi di grassi) e zucchero. Tra queste annoveriamo la mwawipizza newyorchese, la mwawmpizza di Chicago e la mwawqpizza californiana. Uno degli ingredienti più usati per la pizza negli Stati Uniti è la salsiccia americana piccante chiamata mwawumwawypepperoni. La Sicilian Pizza americana, alta e in teglia, deriva dallo mwawcsfincione mwawgsicilianocite-ref-68[68]cite-ref-69[69] portato da immigrati, plasmando varianti come la Detroit Style e la Pan Pizza di Pizza Hutcite-ref-70[70].

Valori nutrizionali

La più celebre delle pizze, la pizza margherita, contiene varie sostanze nutrienti: i mwaxccarboidrati sotto forma di mwaxgamido (nella mwaxkfarina), i mwaxolipidi dell'mwaxsolio extravergine d'oliva e le mwaxwproteine animali della mwax0mozzarella di bufala e mwax4fior di latte.

Queste indubbie qualità non devono però far dimenticare che la pizza non è un alimento ipocalorico adatto a qualunque regime dietetico: una margherita del peso di 300 g dà un apporto di oltre 800 calorie peraltro molto sbilanciate a favore dei carboidrati (circa 75%).cite-ref-71[71]

Impasto

Molto importante nella pizza, oltre che la qualità degli ingredienti, è la giusta maturazione e mwayylievitazione. La maturazione è il processo necessario affinché l'mwaycamido contenuto nella farina (mwaygpolisaccaride) venga da alcuni enzimi (mwaykalfa- e mwayobeta-amilasi) scisso in zuccheri semplici, questo fa sì che la pizza, ben maturata, risulti digeribile. Mentre il mwayslievito di birra compie il suo lavoro producendo nell'impasto mwaywanidride carbonica e gas nobili, da qui, la lievitazione, cioè il raddoppio del volume che avviene nell'impasto.cite-ref-72[72]cite-ref-73[73]cite-ref-74[74]cite-ref-75[75]

Pizzeria

I luoghi dove si cucina e si consuma la pizza vengono chiamate pizzerie. L'mwa0qAntica Pizzeria Port'Alba, nel centro storico di mwa0uNapoli, è valutata come la prima pizzeria del mwa0ymondo.cite-ref-76[76]

A causa della forte mwa0wimmigrazione e influenza italiane, la città con il più alto numero di pizzerie nel mondo è la città di mwa00New York seguita da mwa04San Paolo in mwa08Brasile.cite-ref-77[77] In quest'ultima città le pizze hanno spesso guarnizioni derivanti dalla mwa1qgastronomia locale, come il mwa1upalmito e il mwa1ycatupiry, un formaggio cremoso.

Negli mwa1gStati Uniti d'America e in varie parti del mondo esistono numerose catene di pizzerie; una delle maggiori catene in mwa1kfranchising è mwa1oPizza Hut la quale ha aperto propri ristoranti in 86 paesi del mondo ma non in Italia. Dal 1999 è attiva in mwa1sItalia la catena Spizzico, collegata al marchio mwa1wAutogrill, che propone un concetto a metà strada tra la pizzeria e il mwa10fast food tipico del mwa14Nordamerica. In mwa18Spagna e mwa2aPortogallo è popolare mwa2eTelepizza, che effettua anche consegne a domicilio.

La pizza è stata accolta favorevolmente anche in mwa2mAsia. Per esempio in mwa2qGiappone, dove oltre alla pizza delle grandi catene americane e a nuove forme di pizza locali, è possibile trovare anche la pizza artigianale prodotta secondo standard qualitativi italiani.cite-ref-78[78]cite-ref-79[79]

Legislazione europea

Il 9 dicembre 2009 l'mwa28Unione europea, su richiesta del mwa3aparlamento italiano, ha concesso la denominazione di mwa3especialità tradizionale garantita (STG) a salvaguardare la tradizionale mwa3ipizza napoletana, in particolare la "mwa3mMargherita" e la "mwa3qmarinara".

Statistiche

Secondo uno studio dell'Accademia Pizzaioli, in Italia sono presenti circa mwa3c75 500 pizzerie: mwa3g28 000 pizzerie artigianali da asporto e al taglio, mwa3k43 000 ristoranti-pizzerie e mwa3o4 500 alberghi con pizzerie-ristoranti, con una media di 80 pizze sfornate al giorno, che ne fanno un totale di mwa3s6 040 000 pizze prodotte al giorno, mwa3w157 040 000 al mese e mwa301 884 480 000 all'anno.

Con un chilo di farina si producono circa otto pizze, dunque vengono utilizzate 755 tonnellate di farina al giorno, mwa3819 630 tonnellate al mese e mwa4a235 560 tonnellate all'anno. Per quanto riguarda i condimenti, il consumo di pomodoro e mozzarella è pressoché identico, con 8 chilogrammi al giorno, 208 chilogrammi al mese e 2,5 tonnellate all'anno per entrambi gli ingredienti per singolo rivenditore.cite-ref-80[80]

Record

• La pizza più lunga al mondo (1,93 chilometri) è stata realizzata il 10 giugno 2017 a mwa4gFontana, in mwa4kCalifornia. Secondo il mwa4oGuinness dei primati sono state utilizzate 8,85 tonnellate di mwa4sfarina, 2,5 tonnellate di salsa di mwa4wpomodoro e 2 tonnellate di mwa40mozzarella ed è stata preparata in 54 ore (40 ore per preparare fogli di impasto già pronti e stesi, più 14 ore per cuocerli a più riprese) da un team di oltre 100 cuochi. Il precedente record venne stabilito il 9 maggio 2016 sul lungomare di mwa44Napoli, con una lunghezza di mwa481853,88 m in un totale di 9 ore.cite-ref-81[81]cite-ref-82[82]
• La più grande pizza mai prodotta è quella dell'ipermercato Norwood Pick 'n Pay (mwa5kJohannesburg, Sudafrica). Secondo il Guinness dei primati la pizza – preparata nel 1990 con 500mwa5o kg di mwa5sfarina, 800mwa5w kg di mwa50formaggio e 900mwa54 kg di mwa58salsa di pomodoro – aveva un diametro di oltre 37 metri.cite-ref-83[83]
• A mwa6uFeltham il nuovo record per la più distante consegna di pizza spetta a Lucy Clough. Una pizza è stata cotta il 17 novembre 2004 e ha percorso una distanza di mwa6y16 949 km per essere consegnata in Ramsey Street, a mwa6cMelbourne, il 19 novembre 2004. Il record è presente nell'edizione 2006 del Guinness dei primati.cite-ref-84[84]

Note

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• mwbqeTania Mauri e Luciana Squadrilli, La buona pizza Storie di ingredienti, territori e pizzaioli, Giunti, 2016, p. 16, ISBN 88-09-83334-1.
• mwbqmLuca Cesari, Storia della pizza: da Napoli a Hollywood, Milano, Il Saggiatore, 2023.

Voci correlate
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Collegamenti esterni

• citerefbritannica-com(EN) pizza, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.